GENOVA, VENERDI' 30 APRILE: PRESIDIO DEI LAVORATORI DELLA SANITA'
Sono le ore 15:00 quando, sulla centralissima piazza dedicata al duca Raffaele De Ferrari, si anima un presidio indetto dai lavoratori del comparto della sanità organizzati dalla Confederazione Unitaria di Base.

Sono diverse centinaia i militanti che si presentano sul luogo dell’iniziativa: oltre a quelli autoctoni, moltissimi dei quali armati delle bandiere dell’organizzazione, spiccano i piemontesi che sorreggono uno striscione con scritto: “Liberi di decidere, i lavoratori non si ricattano”.
Accanto a loro sono presenti gli aderenti locali all’associazione Medicina Democratica e quelli dell’associazione culturale Fare per l’Italia, riconoscibili per le loro bandiere bianche con la scritta blu ed il logo della stretta di mano.
Motivo della giornata è la protesta contro l’obbligo di vaccinazione, i ricatti, e la sospensione dello stipendio per chi, lavorando a stretto contatto con i pazienti, rifiuta di subire una coercizione che viene definita “assurda”: in alternativa si chiede che vengano effettuati «adeguati interventi economici ed attivati gli ammortizzatori sociali».
In assenza di provvedimenti in tal senso, i manifestanti ritengono la misura di esclusione dal lavoro, per chi non accetta di farsi inoculare un preparato «ancora in fase sperimentale, di dubbia efficacia», un attacco ai diritti dei lavoratori, oltre che alla democrazia.
Bosio (Al), 1° maggio 2021
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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